5. Non saper organizzare promozione e distribuzione

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[Questo post è parte di una lista di 5 errori comuni nel self-publishing]

Quasi tutti gli autori, incredibile!!, pubblicano la propria opera e son contenti così. In America la chiamano vanity press.

Molti ancora, altrettanto incredibile!!, sono convinti che pubblicando mediante l’editoria tradizionale possano ottenere maggior visibilità e vendite. Non considerano che quasi nessun editore purtroppo oggi investe in promozione e distribuzione.

Di norma questo accade non per l’avidità dell’editore ma perché:

  • se il libro ha una portata locale spesso l’editore non ha sufficienti risorse nemmeno per un trafiletto sul quotidiano della provincia;
  • se il libro ha una portata nazionale l’editore si affida a un promotore editoriale.

Promozione editoriale

La promozione editoriale in Italia, come l’editoria del resto, è purtroppo in regime di stretto oligopolio, a scapito della biodiversità culturale della cultura italiana. In ogni caso il promotore editoriale di un editore nazionale ha in genere un mandato in esclusiva e, oltre a trattenere più del 50% del prezzo di copertina, di solito non fa un’adeguata promozione a tutte le opere in portfolio (spesso non ne ha il tempo!); talvolta capita che rinunci persino alla distribuzione dell’opera se la libreria che richiede una copia è indipendente o difficilmente raggiungibile (o peggio insolvente).

Dunque, in ogni caso, l’autore deve promuoversi da sé.

In particolare l’autore che si autopubblica può organizzare presentazioni del proprio libro, oltre a prevedere una quota di risorse da investire in pubblicità.

Chi pubblica nella collana Auto da fé ha a disposizione due strumenti di promozione efficaci:

  • Newsletter specifica (della quale si possono conoscere i dati statistici di chi riceve il messaggio, se apre il link per l’acquisto, la zona geografica etc.);
  • Anteprima interattiva da poter condividere corrispondente circa al 20% dell’intera opera.

5 errori comuni nel self-publishing

auguste_toulmouche-vanity11. Concentrarsi sui propri interessi e preferenze


shutterstock_344245511-640x42412. Evitare l’editing del manoscritto (o farlo da sé)


book-855708_960_7203. Poca cura della confezione editoriale


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4. Non saper utilizzare i socialnetworks


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5. Non saper organizzare promozione e distribuzione

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4. Non saper utilizzare i socialnetwork

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[Questo post è parte di una lista di 5 errori comuni nel self-publishing]

L’autore attendista e apprendista spera che per caso qualcuno nella rete lo noti. L’autore che ha a cuore il proprio libro è notato per causa (sua) dai propri lettori.

Ormai è chiaro che i socialnetwork non sono una perdita di tempo, ma uno strumento di lavoro… vero?

L’autore che si autopubblica deve gestire alcuni (non uno!!) socialnetworks se intende diffondere la propria opera. Questo tipo di attività richiede molte ore di impegno e anche qui… una sufficiente competenza. Non si tratta semplicemente di pubblicare uno status con il link al proprio libro; i risultati arrivano solo se a monte c’è un buon lavoro di promozione.

Segue un piccolo elenco di cose che potresti non saper fare con i socialnetworks anche se li usi ormai da dieci anni:

Fare pubblicità

Promuovere il proprio libro su Facebook, per esempio, costa minimo 1 euro al giorno. Se sei disposto a spendere questa cifra puoi raggiungere un pubblico molto specifico e ottenere le desiderate vendite.

Sarà necessario fare alcune prove prima di comprendere bene le dinamiche della promozione sui social…

Programmare gli status

Non è affatto indifferente l’orario di pubblicazione dei post sui social. Proprio perché il flusso di informazioni su queste piattaforme è intenso e costante, l’obiettivo dell’autore sarà quello di pubblicare il proprio messaggio nel momento in cui la maggior parte del proprio pubblico è online. Ripeto: vietato pubblicare immediatamente!!

Gestire contemporaneamente più socialnetwork

Esistono strumenti molto interessanti che consentono di gestire diversi social contemporaneamente, con un unico click. Consiglio Hootsuite, ma esistono altri programmi che svologono lo stesso compito. Si tratta di strumenti indispensabili in quanto non solo consentono di risparmiare molte ore al computer, ma sono inoltre in grado di dare informazioni importantissime sulle statistiche degli amici o dei followers e di controllare che la pubblicazione dei contenuti sulle varie piattaforme raggiunga il più vasto pubblico possibile. Assolutamente da provare per chi non ce l’ha.

Controllare le statistiche

Conosci il tuo pubblico se hai un messaggio da lanciare, o un libro.

Queste utilissime informazioni statistiche (ogni social le mette a disposizione) sono molto importanti sia nella scelta dei contenuti da pubblicare (devono essere interessanti per quel pubblico) sia per la redazione eventualmente della prossima opera: l’autore ha maggiori possibilità di attirare la curiosità del lettore se conosce già le sue preferenze.

5 errori comuni nel self-publishing

auguste_toulmouche-vanity11. Concentrarsi sui propri interessi e preferenze


shutterstock_344245511-640x42412. Evitare l’editing del manoscritto (o farlo da sé)


book-855708_960_7203. Poca cura della confezione editoriale


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4. Non saper utilizzare i socialnetworks


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5. Non saper organizzare promozione e distribuzione

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3. Poca cura della confezione editoriale

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[Questo post è parte di una lista di 5 errori comuni nel self-publishing]

 

Stai pensando di fare un libro con un programma automatico? Il tuo prodotto corrisponde esattamente alle tue ambizioni.

Ne ho visti di autori che portano la propria opera in tipografia, o che autopubblicano online ottenendo un prodotto editoriale di pessima fattura: è un modo per spendere male il proprio denaro! Con facilità si trovano romanzi pubblicati con servizi online a basso costo (o gratuiti) che sembrano dispense, o una collezione di fotocopie. Possibile che l’autore possa non tenere in minimo conto l’aspetto della propria opera? … sì, accade.

Segue un piccolo elenco di dettagli, che paiono dettagli solo a chi non conosce il mestiere:

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Cercando ispirazione per un buon titolo…

Titolo del libro

Il titolo del libro non è solo il frutto di ore di meditazione osservando il firmamento celeste. Dev’essere un’espressione chiara, di immediato richiamo per il proprio pubblico. Deve incuriosire, deve intercettare il pubblico giusto. Anche il sottotitolo non è irrilevante.


Copertina

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Ecco una pessima copertina  🙂

Una pessima copertina allontana il lettore ancor prima che possa considerare l’acquisto dell’opera. Una volta un promotore editoriale mi disse che la copertina veicola, lei sola, circa il 30% delle vendite di un titolo in media.

L’autore dovrebbe impegnare un terzo delle proprie risorse (denaro e tempo soprattutto) esclusivamente nella preparazione della copertina. Il servizio Auto da fé aiuta l’autore impaginando gratuitamente la copertina, ma la scelta dell’immagine resta determinante.


Descrizione

reader-310398_960_720Un libro solitamente ha dei testi di presentazione per il lettore, che altrimenti dovrebbe indovinarne il contenuto solo osservando la copertina e il titolo. I testi di presentazione sono esattamente ciò che convincono il lettore ad acquistare l’opera, lo avrete sperimentato anche voi. L’autore che non ha cura nella preparazione della descrizione è un autore al quale non interessa vendere la propria opera.

NOTA: acquisisce sempre maggior rilevanza la necessità di redigere una descrizione che contenga determinate keywords pensate per il proprio pubblico. Una descrizione con le parole giuste raggiunge più facilmente i lettori, che possono aver notizia del libro tramite Google, Amazon, Goodreads etc.


Confezione editoriale

Questo è un aspetto sottovalutatissimo, soprattutto per le edizioni digitali. Farò quindi una distinzione chiara.

Edizione cartacea

Un libro è un prodotto artigianale, non una scatola di fagioli. Con le giuste competenze si scelgono il tipo di carta, il cartoncino per la copertina, i colori, la gabbia grafica degli interni del libro (dunque font, interlinea, margini, titoli etc.). La propensione del lettore all’acquisto  è direttamente proporzionale alla soddisfazione di poter tenere tra le mani un bel libro.

Edizione digitale

Alcuni autori particolarmente svelti di mouse creano il proprio ebook partendo da un file Word e pigiando il pulsante di un plug-in, o di una applicazione. Ciò che ottengono non è un ebook ma un testo leggibile su un dispositivo elettronico.

La cura editoriale che richiede la redazione di un ebook non è da dare per scontata nemmeno con i grandi editori, che tutt’ora non riescono a superare il concetto che l’ebook non è la copia digitale dell’edizione cartacea. Ci sono elementi assai importanti in questo caso e solitamente l’autore che si autopubblica non sa nulla di keywords, metatag, codice xhtml, validazione epub, formattazione delle immagini etc.


5 errori comuni nel self-publishing

auguste_toulmouche-vanity11. Concentrarsi sui propri interessi e preferenze


shutterstock_344245511-640x42412. Evitare l’editing del manoscritto (o farlo da sé)


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4. Non saper utilizzare i socialnetworks


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5. Non saper organizzare promozione e distribuzione

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2. Evitare l’editing del manoscritto (o farlo da sé)

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[Questo post è parte di una lista di 5 errori comuni nel self-publishing]

 

Vi presentereste a una cena di gala con un elegante vestito firmatissimo ma con un pataccone di pomodoro sulla camicia? Evidentemente il problema non sarebbe l’abito, ma la noncuranza di chi lo indossa.

Mi capita spessissimo di incontrare autori (ma anche editori!) che non ritengono necessario l’editing del proprio testo. I risultati, purtroppo, sono talvolta osceni.

L’offerta editoriale Auto da Fé per esempio prevede una correzione bozze ed editing gratuito del manoscritto proprio perché l’autore si renda conto dello stato redazionale dell’opera. Per revisione del testo non si intendono solo i refusi, gli errori grammaticali e di punteggiatura (che sono assai comuni, in ogni autore anche se professore universitario); qui si fa riferimento anche allo stile espressivo, la concordanza dei tempi verbali, l’esattezza dei riferimenti storici e tecnici, la coerenza della narrazione etc.

L’autore non può correggere il proprio testo

Vorrei fosse chiara una cosa: l’autore non può correggere il proprio testo. Quantomeno, non può essere il solo a farlo se l’ambizione è quella di pubblicare un’opera degna.

L’autore che si autopubblica normalmente non ha la minima esperienza nel campo, se non da… lettore (non da autore, appunto)! Questo vuol dire che anche far leggere il proprio manoscritto a parenti e amici per risparmiare il costo di un editor non è una buona soluzione.

Fare editing al proprio testo non significa snaturarlo, anzi renderlo più espressivo; non implica una scarsa qualità autoriale, piuttosto una più evidente cura redazionale.

5 errori comuni nel self-publishing

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5. Non saper organizzare promozione e distribuzione

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1. Concentrarsi sui propri interessi e preferenze

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[Questo post è parte di una lista di 5 errori comuni nel self-publishing]

In assenza dell’editore, che dovrebbe aiutare l’autore nella scrittura dell’opera con consigli, consulenze, competenze interne etc. l’autore che si autopubblica deve considerare che pubblicare significa mettere a disposizione del pubblico… dunque non pubblica per sé, ma per tutto il mondo. Se l’autore intende scrivere per se stesso può tranquillamente conservare il manoscritto nel proprio cassetto, ma se intende invece diffondere la propria opera dovrà tenere in opportuna considerazione il proprio pubblico di riferimento.

Pubblico di riferimento

Già… attorno a ogni autore si forma un pubblico di riferimento, probabilmente con interessi comuni. Quando l’autore dovrà promuovere la propria opera potrà scegliere se programmare una promozione generica e indefinita oppure targhettizzata e specifica… per non dissipare le proprie risorse inutilmente chiaramente vorrà identificare un pubblico preciso, ma non sarà affatto facile se il contenuto stesso dell’opera non sarà stato concepito con il medesimo intento. Dunque è importantissimo già in fase di redazione del testo cercare di capire con esattezza a chi si intende rivolgere la propria opera.

5 errori comuni nel self-publishing

auguste_toulmouche-vanity11. Concentrarsi sui propri interessi e preferenze


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4. Non saper utilizzare i socialnetworks


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5. Non saper organizzare promozione e distribuzione

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Cinque errori comuni nel self-publishing

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Ho avuto l’opportunità di lavorare sia per l’editoria tradizionale sia con un servizio di self-publishing e, potrà sorprendere, ma purtroppo ci si scontra spesso con una tragica scarsità di competenze lavorando con alcuni editori (nient’affatto piccoli) e invece si possono trovare ottime perle preparando la pubblicazione di un libro autoprodotto.

Certo, non è una regola… ci sono case editrici di buona competenza e cura e pessimi manoscritti di autori che desiderano pubblicare a tutti i costi (anche se è gratis).

L’editore che non fa editing, promozione, distribuzione etc. del proprio catalogo è certamente un pessimo professionista; l’autore che si autopubblica invece non ha esperienza editoriale, spesso non conosce le dinamiche del self-publishing e si limita alla sola pubblicazione di un manoscritto che ritiene degno, senza fare più ampie considerazioni.

Questa serie di post, che prende e rielabora i contenuti da quest’altro post, illustra cinque preziosi consigli per l’autore che intende autopubblicarsi.

auguste_toulmouche-vanity11. Concentrarsi sui propri interessi e preferenze


shutterstock_344245511-640x42412. Evitare l’editing del manoscritto (o farlo da sé)


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4. Non saper utilizzare i socialnetworks


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5. Non saper organizzare promozione e distribuzione

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