Apologia dell’ateismo#8

I concetti fondamentali o categorie, per sé soli, ci permettono perciò di asserire tutto al più la mera possibilità d’una cosa, non la sua realtà. Ma perché di questo possibile sia permesso di asserire altresì che è reale, occorre l’attestazione della percezione.
 

 

ApologiaG. Rensi, “Apologia dell’ateismo”.

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[Other books by G. Rensi]

«L’ateismo è una religione; perché l’essenza di questa sta nel preoccuparsi della realtà ultima. Per molto tempo Dio fu un possibile. Cioè una specie d’uomo per quanto superiore, una forma personale per quanto eccelsa, una cosa, insomma, per quanto immensa e strapotente, suscettibile di manifestarsi nello spazio e nel tempo. Così stava la cosa, per esempio, nel mondo omerico o biblico, dove Dio appare, si manifesta. Così, forse, per il pensiero comune. Ma il pensiero filosofico, s’accorse ben presto che quello non era Dio. Gli tolse così ogni limitazione, lo fece divenire eterno, immutabile e onnipresente, cioè lo collocò fuori dello spazio e del tempo; con una parola sola, lo fece diventare infinito. Ma con ciò gli tolse tutti i caratteri dell’Essere. Veramente, come ci rappresenta Nietzsche, Dio è morto per le sue contraddizioni».

Certamente l’Apologia dell’ateismo è un saggio pienamente filosofico. Ma come negare che la compromissione dell’individuo nella sua chiara ricerca della Verità, per Rensi, non corrisponda anche a una missione laica, a una critica feroce al sistema unitario e assoluto propugnato dallo Stato etico e fascista.

Questa edizione è stata corretta dei refusi presenti nel testo originale e completata con alcune note per un utile approfondimento del testo.
Questa edizione digitale interattiva include: note e capitoli interattivi; notizie sull’Autore; notizie sul libro; una interessantissima tag cloud del libro e un link per connettersi alla comunità Goodreads, chiedere informazioni e condividere commenti e opinioni.

Capitoli:

  • Nota alla presente edizione
  • Apologia dell’ateismo
    Avvertenza
    Che cosa è Essere
    Dio è il non-Essere
    Gli attributi di Dio
    I falsi Dio
    Estetica, etica e religione dell’ateismo
  • Note

Anarchismo e democrazia#1

L’astensione degli anarchici non è da confrontare con quella, per esempio, dei repubblicani. Per questi l’astensione è una semplice questione di tattica: si astengono quando credono imminente la rivoluzione e non vogliono distrarre forze dalla preparazione rivoluzionaria; votano quando non hanno di meglio da fare, ed il loro meglio è molto ristretto poiché rifuggono per ragioni di classe dalle agitazioni sovvertitrici degli ordini sociali. In realtà essi stanno sempre sul buon cammino: essi vogliono un governo parlamentare e gli elettori che conquistano adesso sono sempre buoni per mandarli un giorno alla costituente.

Per noi invece, l’astensione si collega strettamente con le finalità del nostro partito. Quando verrà la rivoluzione (fra mille anni, s’intende, ci badi il procuratore del re) noi vogliamo rifiutarci a riconoscere i nuovi governi che tenteranno d’impiantarsi, noi non vogliamo dare a nessuno un mandato legislativo e quindi abbiamo bisogno che il popolo abbia ripugnanza delle elezioni, si rifiuti a delegare ad altri l’organizzazione del nuovo stato di cose, e quindi si trovi nella necessità di fare da sè.

Noi dobbiamo far sì che gli operai si abituino, fin da ora, per quanto è possibile, nelle associazioni di ogni genere, a regolare da loro i propri affari, e non già incoraggiarli nella tendenza a rimettersene in altri.

 

 

E. Malatesta e F.S. Merlino, “Anarchismo e democrazia”. Soluzione anarchica e soluzione democratica del problema della libertà in una società socialista

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[Other books by E. Malatesta]

Il parlamentarismo è una forma di governo nella quale gli eletti del popolo, riuniti in corpo legislativo fanno, a maggioranza di voti, le leggi che a loro piace e le impongono al popolo con tutti i mezzi coercitivi di cui possono disporre. Noi siamo avversari del principio di governo, e non crediamo che chi andasse al governo si affretterebbe poi a rinunziare al potere conquistato. Noi non vogliamo che il popolo s’abitui a mandare al potere i suoi amici, o pretesi tali, e ad attendersi l’emancipazione dalla loro ascesa al potere.

Errico Malatesta (1853–1932), anarchico, internazionalista e antimilitarista, fu tra i più importanti teorici europei dell’anarchismo, assieme — fra gli altri — a Bakunin, Kropotkin e Proudhon. Fu chiamato il “Lenin d’Italia”, anche se egli rigettò sempre ogni leaderismo, per la propria capacità di tessere reti internazionali di lotta politica e per il grande impegno profuso nella realizzazione di una Rivoluzione anarchica. Visse in molte città del mondo, morì in sordina nell’isolamento culturale imposto dall’oppressione del Regime fascista e dall’oblio politico del Partito comunista. Spese i propri giorni realizzando una Rivoluzione senza capi.

Questa edizione digitale inoltre include Note e Capitoli interattivi, Notizie recenti sull’autore e sul libro e un link per connettersi alla comunità di Goodreads e condividere domande e opinioni.

Capitoli:

  • Nota alla presente edizione
  • Anarchismo e democrazia
  • Parte prima
  • Anarchici e socialisti di fronte alla legge elettorale di Francesco Saverio Merlino
    Gli anarchici contro il Parlamento di Errico Malatesta
    Si sviluppa la polemica di Francesco Saverio Merlino
    I motivi della partecipazione di Francesco Saverio Merlino
    Le candidature di protesta di Errico Malatesta
    I motivi dell’astensione di Errico Malatesta
    Maggioranze e minoranze di Errico Malatesta
    Sulla linea dell’anarchismo di Errico Malatesta
    Da una questione tattica a una questione di principio di Francesco Saverio Merlino
    Società autoritaria e società anarchica di Errico Malatesta
    Tentativo di chiudere la polemica di Francesco Saverio Merlino
    Concezione integrale dell’anarchia di Errico Malatesta
    Incompatibilità di Errico Malatesta
  • Parte seconda
  • Non confondiamo di Errico Malatesta
    Anarchismo e democrazia
    Alla ricerca di una base d’intesa di Francesco Saverio Merlino
    Impossibilità di un accordo di Errico Malatesta
    Dichiarazione di distacco dall’anarchismo di Francesco Saverio Merlino
  • Parte terza
  • Il pericolo dell’assolutismo di Francesco Saverio Merlino
    Lo spettro della reazione di Errico Malatesta
    Tra due fuochi di Francesco Saverio Merlino
    Ancora del parlamentarismo di Errico Malatesta
    Uso e abuso della forza di Francesco Saverio Merlino
    Problemi di oggi e di domani di Errico Malatesta
    Contrasto personale di Francesco Saverio Merlino
    Chiarificazione sulla polemica di Errico Malatesta
    Conclusione di Errico Malatesta
  • Bibliografia essenziale

Apologia dell’ateismo#2

Devo scusarmi se la semplice e rigorosa dimostrazione che darò di tutto ciò urterà vivamente i credenti di vario ordine, i negatori d’ogni tinta dell’ateismo; mi duole offendere costoro; e offenderli tanto più in quanto la dimostrazione di tutto ciò è semplicissima, chiarissima, inoppugnabile. Ma non si può farne a meno, ché la logica lo esige.
 

 

ApologiaG. Rensi, “Apologia dell’ateismo”.

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[Other books by G. Rensi]

«L’ateismo è una religione; perché l’essenza di questa sta nel preoccuparsi della realtà ultima. Per molto tempo Dio fu un possibile. Cioè una specie d’uomo per quanto superiore, una forma personale per quanto eccelsa, una cosa, insomma, per quanto immensa e strapotente, suscettibile di manifestarsi nello spazio e nel tempo. Così stava la cosa, per esempio, nel mondo omerico o biblico, dove Dio appare, si manifesta. Così, forse, per il pensiero comune. Ma il pensiero filosofico, s’accorse ben presto che quello non era Dio. Gli tolse così ogni limitazione, lo fece divenire eterno, immutabile e onnipresente, cioè lo collocò fuori dello spazio e del tempo; con una parola sola, lo fece diventare infinito. Ma con ciò gli tolse tutti i caratteri dell’Essere. Veramente, come ci rappresenta Nietzsche, Dio è morto per le sue contraddizioni».

Certamente l’Apologia dell’ateismo è un saggio pienamente filosofico. Ma come negare che la compromissione dell’individuo nella sua chiara ricerca della Verità, per Rensi, non corrisponda anche a una missione laica, a una critica feroce al sistema unitario e assoluto propugnato dallo Stato etico e fascista.

Questa edizione è stata corretta dei refusi presenti nel testo originale e completata con alcune note per un utile approfondimento del testo.
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Capitoli:

  • Nota alla presente edizione
  • Apologia dell’ateismo
    Avvertenza
    Che cosa è Essere
    Dio è il non-Essere
    Gli attributi di Dio
    I falsi Dio
    Estetica, etica e religione dell’ateismo
  • Note

Marocco#1

Sta notte ho inteso di nuovo il suono di chitarra e la voce della prima sera, e ho sentito per la prima volta la musica araba. In quella perpetua ripetizione dello stesso motivo, quasi sempre malinconico, c’è qualcosa che a poco a poco va all’anima. È una specie di lamentazione monotona che finisce per soggiogare il pensiero come il mormorio d’una fontana, il canto dei grilli e il battere dei martelli sulle incudini che si ode la sera passando vicino a un villaggio. Mi sento forzato a raccogliermi e a meditare come per afferrare il significato riposto di quella eterna parola che mi risuona all’orecchio. È una musica barbara, ingenua e piena di dolcezza, che mi fa risalire col pensiero fino alle età primitive, mi ravviva le impressioni infantili delle prime letture della Bibbia, mi richiama alla mente dei sogni dimenticati, mi desta mille curiosità di paesi e di popoli favolosi, mi trasporta a grandi lontananze, in boschi d’alberi sconosciuti, in mezzo a sacerdoti secolari curvi intorno a idoli d’oro; o in pianure sconfinate, in solitudini solenni, dietro le carovane stanche che interrogano collo sguardo l’immenso orizzonte infocato e ripiegano la testa raccomandandosi a Dio. Nulla di quello che mi circonda mi fa sentire un così mesto desiderio di riveder mia madre, come quelle poche note d’una voce fioca e d’una chitarra scordata.

 

MaroccoE. De Amicis, “Marocco”.

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Ricostruzione del viaggio da Tangeri a Fès e ritorno.







[Other books by E. De Amicis]

Questo è il libro che ha consentito a molte generazioni di lettori italiani di conoscere i paesaggi dell’Africa, le carovane nel deserto, l’Islam e i guerrieri berberi a cavallo. De Amicis tratteggia nel suo viaggio in Marocco l’identità dell’Italia postunitaria descrivendo curioso gli usi e costumi esotici di Tangeri, Fès, Meknes, Marrakech, il grande fiume Sebou etc.
La presente edizione è assai preziosa, l’unica con più di sessanta note esplicative, non presenti nell’edizione originale. Inoltre, per avvicinare Marocco al lettore contemporaneo, è stata condotta una meticolosa ricerca degli appellativi attuali dei luoghi e dei personaggi citati (De Amicis translitterò le proprie annotazioni dall’arabo). Completa questo sforzo editoriale una ricostruzione geografica del viaggio, da Tangeri a Fès e ritorno, e un indice analitico di oltre trecento lemmi dei nomi e delle città citate.

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Capitoli:

  • Nota alla presente edizione
  • Itinerario del viaggio
  • Marocco. Da Tangeri a Fès e ritorno
  • Tangeri
  • Had Gharbia
  • Tlata Rissana
  • Ksar El Kebir
  • Kariat Ben Aouda
  • Karia el Abbassi
  • Béni Hssen
  • Sidi Hssen
  • Zegota
  • Da Zegota al Tghat
  • Fès
  • Meknes
  • Sul Sebou
  • Assilah
  • Note

Il dolore nell’arte#1

Signori, le sorgenti della ispirazione artistica sfuggono alla coscienza stessa dell’artista. Esse si celano in una regione misteriosa dello spirito umano, nelle tenebre inferiori alla coscienza dove giacciono tesori di ricordanze oscurate e lampeggiano meravigliose facoltà del conoscere cui non sono ministri nè i sensi nè il ragionamento.

 

 A. Fogazzaro, Il dolore nell’arte

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dolorearte

[Other books by A. Fogazzaro]

Il discorso che tenne Antonio Fogazzaro nel 1900 presso la Società di Cultura di Torino è un ispiratissimo excursus sulla rappresentazione del dolore nella Storia dell’arte. Per Fogazzaro il dolore risiede in una parte antica e misteriosa dell’artista:

«Signori, le sorgenti della ispirazione artistica sfuggono alla coscienza stessa dell’artista. Esse si celano in una regione misteriosa dello spirito umano, nelle tenebre inferiori alla coscienza dove giacciono tesori di ricordanze oscurate e lampeggiano meravigliose facoltà del conoscere cui non sono ministri nè i sensi nè il ragionamento».

Il senso più sublime del dolore va quindi scisso dalla morale e dall’ideologia, che tendono a una rappresentazione didascalica del dolore mancando di percepirne appieno il valore simbolico e purificatore.

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Capitoli:

  • Nota alla presente edizione
  • Il dolore nell’arte
    I.
    II.
    III.
    IV.
    V.
    VI.
    VII.
    VIII.
    IX.
    X.
    XI.
    XII.
    XIII.
    XIV.
    XV.
  • Immagini presenti nel libro
    Vincenzo Vela, Desolazione, 1851
    Agesandro, Atanodoro e Polidoro, Lacoonte e i suoi figli.
    Epigono, Galata morente.
    Anthony Van Dyck, Pietà, 1626.
    Michelangelo, Tomba di Lorenzo de’ Medici, 1524-34.
    Vincenzo Vela, Napoleone morente, 1867.
    Jacob Jordaens, Le roi boit, 1640.