Alberto Cantoni (1841 – 1904) Di origine ebraica, dopo aver compiuto i primi studi a Venezia e aver viaggiato in vari paesi europei, nel 1889 alla morte del padre Cantoni si stabilì quasi in permanenza a Pomponesco, per occuparsi dei possedimenti familiari. Fu in contatto con la rivista fiorentina “Il Marzocco” – diretta dai suoi nipoti Angiolo Orvieto e Adolfo Orvieto – ed ebbe rapporti epistolari con vari scrittori dell’epoca.

In particolare, il suo “umorismo riflessivo” fu apprezzato da Luigi Pirandello. In tempi recenti è stato posto in luce l’interesse nutrito da Cantoni nei suoi ultimi anni di vita, in seguito all'”affare Dreyfus”, per il movimento sionista fondato da Theodor Herzl.

Visse a contatto con il mondo dei contadini, analizzandone i problemi e modellando su di essi i suoi scritti. Fu influenzato dalla Scapigliatura per la tendenza ad occuparsi di nuovi argomenti, presi dal mondo della vita semplice e comune.

Scrisse diverse opere, tra le quali ricordiamo Foglie al vento (1875), il suo capolavoro Un re umorista (1891) e Pietro e Paola (1897). Il suo romanzo più noto è L’illustrissimo, pubblicato postumo nel 1905 con una prefazione di Pirandello. Il romanzo risulta una fresca descrizione del mondo agricolo mantovano, anche se il libro è stato inizialmente pensato come un atto di accusa nei confronti della scarsa serietà dei proprietari terrieri.

(tratto da Wikipedia).

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